Centri estivi in crescita

Centri estivi: un modello di sussidiarietà pubblico-privato potenzia le iscrizioni per ragazzi disabili

L'assessora alla Scuola di Cassano d'Adda commenta i risultati positivi: "Abolito il centro estivo comunale, ora le famiglie possono scegliere liberamente".

Centri estivi: un modello di sussidiarietà pubblico-privato potenzia le iscrizioni per ragazzi disabili

Sussidiarietà e inclusione caratterizzano i centri estivi di Cassano d’Adda. L’Amministrazione comunale ha intrapreso un percorso innovativo, abbandonando la gestione diretta del centro estivo alla scuola Guarnazzola, un cambiamento che inizialmente suscitò polemiche ma che, a distanza di tempo, ha dimostrato di essere vincente. L’assessora alla Scuola Rosetta Stavola evidenzia i risultati ottenuti.

Nel 2021, quando il centro estivo era gestito direttamente, solo 13 minori con disabilità erano stati accolti. Oggi, nel 2025, questo numero è salito a 36, raggiungendo le 44 iscrizioni quest’anno, con un incremento di oltre il triplo rispetto al passato. Questi dati raccontano una storia di inclusione e di politiche lungimiranti.

Libertà di scelta per le famiglie

Dal 2022, l’Amministrazione ha deciso di non gestire più un proprio centro estivo, investendo risorse in un approccio diverso. L’obiettivo è garantire ai minori con disabilità la possibilità di scegliere il centro estivo preferito, supportati da educatori messi a disposizione dal Comune. Stavola spiega:

“Nonostante le critiche ricevute, abbiamo optato per un modello che favorisce la libertà di scelta delle famiglie e un sostegno educativo personalizzato. I dati ci danno ragione. In passato, i ragazzi con disabilità tendevano a iscriversi al centro estivo comunale per avere l’educatore garantito, ma questo non rappresentava un vero modello inclusivo. Ora, ciascuno ha il proprio educatore, con un rapporto che varia da 1 a 1 a 1 a 4 a seconda della gravità, e può scegliere liberamente il centro estivo.”

Un sistema di opportunità

Stavola sottolinea che questi risultati sono frutto di un lavoro costante nel tempo, che include un catalogo delle iniziative estive, incontri personalizzati con le famiglie e una collaborazione attiva con i gestori dei centri estivi per garantire inclusione.

“Il risultato è un sistema che non impone una scelta, ma la rende possibile. Le famiglie possono identificare il centro estivo più adatto, con la certezza che il supporto educativo è garantito dal Comune.”

Un dato significativo

Particolarmente rilevante è l’aumento dei ragazzi con bisogni educativi complessi assistiti con rapporto individuale 1 a 1, passati da 4 a 21. Questo segna un progresso significativo nell’individuazione di esigenze precedentemente trascurate.

“Non più un’unica proposta per tutti, ma diverse opportunità che valorizzano l’offerta del territorio, mettendo al centro i bisogni di ogni ragazzo.”

Inclusione reale: superare le barriere

L’Amministrazione mira a consentire ai bambini e ragazzi con disabilità di vivere l’estate con i loro coetanei, nel contesto che meglio risponde ai loro interessi, abbattendo barriere fisiche e sociali.

Stavola conclude:

“Questo è il vero significato del cambiamento: passare da un approccio assistenziale a una cultura di pari opportunità. L’inclusione non deve creare spazi separati, ma permettere a tutti di condividere esperienze e occasioni di crescita.”

I dati mostrano che questa strada non solo ha garantito continuità al servizio, ma ha anche aumentato notevolmente il numero di ragazzi coinvolti, offrendo alle famiglie maggiore libertà e servizi. L’inclusione rappresenta oggi uno dei punti di forza delle politiche educative del Comune di Cassano.

Un ringraziamento va agli uffici comunali, che hanno creato una rete di relazioni tra le diverse realtà che gestiscono i centri estivi. Con la chiusura del camp comunale, il loro lavoro è aumentato, ma è stato svolto con grande impegno e dedizione.