Tre anni, tre mesi e tre giorni di reclusione. Questa la decisione del Tribunale di Milano, emessa oggi, 8 luglio 2026, nei confronti di Giovanni Sgroi, ex sindaco di Rivolta, riconosciuto colpevole di violenza sessuale su quattro pazienti. I dettagli sono riportati dai colleghi di PrimaTreviglio.it, che seguono il caso giudiziario.
La sentenza e il processo
La condanna arriva al termine di un lungo e complesso procedimento giudiziario, caratterizzato da numerosi rinvii. Prima dell’inizio del processo, la difesa di Sgroi aveva raggiunto un accordo risarcitorio con le quattro donne denunciatrici, scelta che ha portato le vittime a non costituirsi parte civile. L’Ordine dei medici di Milano aveva avanzato una richiesta di costituzione di parte civile, ma questa è stata successivamente respinta.
Nell’ultima udienza, il pubblico ministero Alessia Menegazzo aveva chiesto una pena di tre anni e cinque mesi di reclusione. La difesa, rappresentata dall’avvocato Domenico Chindamo, aveva cercato di ottenere una riqualificazione del capo d’imputazione, proponendo di inquadrare i fatti in un’ipotesi meno grave, pur rimanendo nell’ambito dei reati di violenza sessuale. La Corte, però, ha rigettato tale impostazione e ha emesso una condanna di poco inferiore rispetto alla richiesta della Procura. Le motivazioni della sentenza saranno disponibili nelle prossime settimane.
Arresti domiciliari e ricorso
Giovanni Sgroi rimarrà agli arresti domiciliari, misura in vigore dal maggio del 2025, mentre la difesa ha già annunciato l’intenzione di presentare un ricorso in Appello. Le indagini erano iniziate a seguito della denuncia di una paziente che si era rivolta a un centro polispecialistico di Pozzuolo Martesana, dove Sgroi esercitava come libero professionista dopo il pensionamento.
In breve tempo, nel fascicolo della procuratrice aggiunta Letizia Mannella e della pm Alessia Menegazzo, sono emerse ulteriori cinque denunce. Le nuove vittime avrebbero subito abusi da parte di Sgroi in una clinica nella provincia di Bergamo. Un filone di inchiesta parallelo è in corso, con l’intento di approdare al Tribunale di Bergamo. A queste denunce si è aggiunta anche la testimonianza di una donna che ha raccontato di aver subito abusi negli anni Novanta, fatti ormai prescritti.
Il modus operandi
I racconti delle vittime rivelano un modus operandi consolidato nel tempo. Come riportato nell’ordinanza che ha portato Sgroi agli arresti domiciliari, le violenze avvenivano nell’ambulatorio della clinica di Pozzuolo Martesana, dove il medico riceveva come libero professionista e ricopriva anche il ruolo di direttore sanitario. Le indagini sono state avviate all’inizio del 2024, grazie alla denuncia di una 24enne sotto choc dopo una visita gastroenterologica. Davanti al gip Sara Cipolla, Sgroi ha scelto di rimanere in silenzio durante l’interrogatorio di convalida.