Controversia mostra

Italo Mazza critica la mostra “80” alla Quadreria Crivelli

L'ex assessore alla Cultura si oppone all'allestimento che rompe l'armonia della sala.

Italo Mazza critica la mostra “80” alla Quadreria Crivelli

La mostra “80”, allestita nella Quadreria Crivelli a Trezzo, ha suscitato forti critiche da parte dell’ex assessore alla Cultura Italo Mazza. Questa iniziativa si inserisce nel contesto di “In cammino verso il 2 Giugno” e comprende 80 opere d’arte create da artisti italiani e stranieri per commemorare gli ottant’anni dal primo voto delle donne in Italia.

Le critiche di Mazza

Nonostante il nobile tema dell’esposizione, Mazza ha espresso il suo disappunto riguardo alla scelta dell’Amministrazione comunale di ospitare la mostra nella Quadreria. Sui social, ha definito l’iniziativa come “ennesima violenza alla Quadreria”.

Quella delle “incursioni” nei musei non è cosa nuova. Nel 2010 da noi fu Brera ad aprire la strada, ma nella saletta di Tiepolo il dialogo fu con Burri e Fontana (insigni artisti del ’900, ndr). Oggi è diventata una moda, ma bisogna considerare che non tutti gli spazi sono idonei.

Mazza ha poi aggiunto che l’architetto Elena Brambilla era riuscita a creare un’atmosfera suggestiva con pochi elementi d’arredo, come un lampadario e un tavolinetto Luigi Filippo. L’ex assessore ha sottolineato l’importanza di preservare l’armonia della Quadreria, evidenziando che l’aggiunta di molti elementi estranei possa compromettere la visione del luogo.

L’architetto Elena Brambilla seppe creare grande suggestione con pochissimi elementi d’arredo: un lampadario, il delizioso tavolinetto Luigi Filippo e un piccolo scaffale a colonna in cristallo, nient’altro. A mio avviso il colpo di teatro fu nelle pareti della stanza che mediante gigantografie a pieno campo riproducono due ambienti della villa Crivelli così come furono lasciati all’epoca dell’acquisto comunale. Dunque perché rompere tale armonia, occultarne la visione riempendo la stanza di mille elementi avulsi dal contesto? L’aumento dei visitatori che a detta del sindaco le giustificherebbe deve far riflettere, perché a lungo andare porterà l’inevitabile deterioramento del museo. Il nostro è un piccolo scrigno, fragile e prezioso: occorre difenderlo. Le opere della Quadreria Crivelli bastano a promuoverla, non dimentichiamoci che annovera capolavori come la Madonna quattrocentesca, L’Edipo di Bossi, le due splendide pomone di Comerio ed altre.

In conclusione, Mazza ha affermato che le opere della Quadreria sono sufficienti per valorizzare il museo senza necessità di aggiungere elementi estranei.