È in discussione l’applicazione della normativa nazionale rispetto ai regolamenti locali in un ricorso presentato da Open Fiber. Al centro della controversia vi è la richiesta di manomissione della strada e occupazione di suolo pubblico, prevista per la fine del 2025, per completare la posa della fibra ottica a Grezzago. Tuttavia, il Comune ha espresso il suo dissenso: per ogni scavo necessario alla posa della fibra, l’asfalto deve essere ripristinato a regola d’arte, evitando rattoppi antiestetici.
Controversia tra Open Fiber e il Comune: focus sui rattoppi stradali
Questa causa potrebbe avere ripercussioni giuridiche significative per i comuni della Martesana e, più in generale, della Lombardia. Open Fiber si avvale delle disposizioni del Decreto Legislativo 77 del 2021, che ha semplificato l’autorizzazione per le infrastrutture digitali e definito le modalità per praticare micro-trincee per l’installazione della fibra. Tali operazioni comportano scavi nell’asfalto, spesso riparati con materiale simile al cemento, solitamente di colore rosso.
Nello specifico, lo scavo previsto in via 25 Aprile a Grezzago si estenderebbe per 55 metri. Due regolamenti comunali, uno edilizio e l’altro riguardante la manomissione del suolo pubblico, stabiliscono che il ripristino debba essere totale per evitare l’effetto “rattoppo” caratteristico della posa della fibra.
Open Fiber ha quindi richiesto l’annullamento di questi regolamenti e delle autorizzazioni vincolate rilasciate dal Municipio. In risposta, l’Amministrazione ha deciso di costituirsi in giudizio, avvalendosi di uno studio legale.
La posizione del Comune
Open Fiber ha contestato alcune prescrizioni tecniche del Comune riguardanti il ripristino del suolo pubblico, ritenendole non conformi alla normativa specifica per la posa della fibra ottica. Al contrario, il Comune sostiene di aver operato nel rispetto delle proprie competenze.
L’Amministrazione non è contraria allo sviluppo della fibra ottica e alla digitalizzazione del territorio – ha dichiarato il sindaco Natale Pulici – Ma ha il dovere di garantire che gli interventi sul suolo pubblico siano eseguiti in modo adeguato, senza compromettere la qualità delle strade, la sicurezza dei cittadini e l’interesse della comunità. Per questo motivo, il Comune ha ritenuto necessario opporsi in giudizio e far valere le proprie ragioni davanti al Tar.
La prossima udienza è fissata per l’11 giugno.
Attendiamo con fiducia la decisione del giudice e confermiamo la nostra volontà di collaborare con gli operatori per migliorare le infrastrutture digitali, nel rispetto delle normative, delle competenze comunali e della tutela del bene pubblico.
La risposta di Open Fiber
Open Fiber agisce secondo la normativa nazionale delle telecomunicazioni, cercando di evitare disparità tra i vari territori – ha dichiarato la società – Il Comune, pur autorizzando l’intervento, ha richiesto ulteriori opere non previste dalla normativa nazionale. Ci auguriamo che la questione si risolva al più presto, così da poter procedere al collegamento degli utenti coinvolti e permettere loro di accedere a una connessione ultraveloce.