Premiati per coraggio

Riconoscimenti a chi ha salvato un ciclista in difficoltà

Cerimonia di premiazione svoltasi mercoledì 29 aprile 2026, prima del Consiglio comunale

Riconoscimenti a chi ha salvato un ciclista in difficoltà

Mercoledì 29 aprile 2026, prima dell’inizio della seduta del Consiglio comunale di Trezzo , sono stati conferiti quattro encomi: due a cittadini privati e due a membri della Polizia Locale.

Premiazione in aula consigliare

Il 15 febbraio scorso, quattro persone si sono distinte per aver soccorso un ciclista colto da un arresto cardiaco. Durante la seduta consiliare, il sindaco Diego Torri e l’assessore alla Sicurezza Antonio Guzzi hanno premiato i protagonisti dell’intervento. Hanno ricevuto un encomio due privati cittadini, il monzese Davide Colò e la busnaghese Carmela Micalizzi, insieme ai due agenti della Polizia Locale, Federica Frigerio e Giovanni Buglione, che sono intervenuti prontamente per prestare soccorso.

“Per me sono Angeli”

Per l’elevato senso del dovere e la straordinaria professionalità dimostrati durante l’intervento in favore di un ciclista colto da un improvviso malore lungo la pubblica via, Con lucidità, competenza e determinazione, facevano corretto utilizzo del defibrillatore in dotazione alla pattuglia, contribuendo in modo determinante a salvare la vita al malcapitato. L’azione compiuta costituisce fulgido esempio di dedizione al servizio, spirito di iniziativa e alto valore professionale, rendendo onore al Comando e all’intera comunità.

Questa è la motivazione solenne assegnata ai due agenti della Locale.

Non posso che ringraziare queste quattro persone, per me angeli che mi hanno salvato la vita. Non è facile trovare persone così che invece di tirare avanti mi hanno dato una mano.

Ha commentato il ciclista Giovanni Missaglia.

Un ricordo vivido

L’agente Giovanni Buglione, dopo la premiazione, ha ripercorso quel giorno del 15 febbraio con grande chiarezza.

Quel giorno non dovevo nemmeno lavorare, ma mi ero messo a disposizione per il turno domenicale. Ricordo che la telefonata del 118 è arrivata alle 11.57. Noi ci trovavamo già in zona e in tre minuti siamo arrivati in via Val di Porto. Ho visto Davide (Colò) che stava facendo il massaggio e gli ho detto: “Quando non ce la fai più inizio io”. Intanto la mia collega dava la prima scarica con il defibrillatore. Poi sono arrivati i soccorritori che hanno dato altre due scariche con il defibrillatore della pattuglia. Erano le 12.12 ed è stato il quarto d’ora più lungo della mia vita. Quando siamo rientrati in piazza del mercato per il normale servizio abbiamo incontrato don Alessio Albertini, parroco di Trezzo. Ci ha chiesto: “Ragazzi come è andata la giornata?”, quasi sapesse… C’è stata una mano divina.

Un pensiero significativo è stato espresso da Davide Colò.

È anche tornato a fare sport, speriamo non troppo pesante. La soddisfazione più grande? Vedere il suo fantastico sorriso. È una grande soddisfazione.

Ha concluso Colò.