tensione in consiglio

Roberto Caspiati rompe con la minoranza, ora i “suoi” chiedono le dimissioni

Il capogruppo di Viviamo Pozzo con Bettola si discosta dal voto unanime, creando fratture interne alla lista.

Roberto Caspiati rompe con la minoranza, ora i “suoi” chiedono le dimissioni

Giovedì 23 luglio 2026, il Consiglio comunale di Pozzo d’Adda è stato teatro di una serata di forte tensione, culminata nel voto sul Documento unico di programmazione.

Al centro della controversia si trova il capogruppo Roberto Caspiati, il quale ha votato a favore del provvedimento, infrangendo così l’unità della minoranza che si era precedentemente espressa contro.

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Il voto favorevole e la frattura interna

Secondo quanto riportato dai membri della lista, la posizione contraria al provvedimento era stata espressa chiaramente prima della seduta consiliare. Tuttavia, Caspiati ha scelto di discostarsi.

Assumendo così una posizione personale che non rappresenta la volontà politica della maggioranza dei candidati della lista,

si legge in una nota diffusa dopo il voto.

In contrasto con Caspiati, il consigliere Dario Amato ha votato contro, mantenendo la linea della minoranza guidata dal sindaco Andrea Villa.

Il ruolo di capogruppo comporta la responsabilità di rappresentare e interpretare le posizioni del gruppo, non di sostituirle con valutazioni individuali in contrasto con le decisioni assunte collegialmente.

Quando questo rapporto di fiducia viene meno, viene meno anche il presupposto indispensabile per continuare a ricoprire tale incarico.

Richiesta di dimissioni

La frattura all’interno della lista sembra ormai insanabile. Il voto di Caspiati è stato considerato la goccia che ha fatto traboccare il vaso.

Per queste ragioni, chiediamo a Caspiati di rassegnare le dimissioni da capogruppo, ritenendo che non vi siano più le condizioni politiche e di fiducia necessarie per rappresentare la lista Viviamo Pozzo con Bettola all’interno del Consiglio comunale.

La nostra richiesta nasce dal rispetto dei principi di coerenza, trasparenza e rappresentanza democratica, che devono guidare l’azione di chi ricopre ruoli di responsabilità istituzionale.