A Truccazzano è in corso una raccolta firme contro l’aumento delle tariffe dello Scuolabus. I genitori delle frazioni si oppongono al raddoppio dei costi, che sono passati da 125 a 250 euro per il primo figlio. Per le famiglie con tre bambini, la spesa annuale arriva a 650 euro. L’Amministrazione ha aperto a possibili modifiche, ma ha rinviato tutte le decisioni al prossimo appalto. Nel frattempo, la raccolta firme continua e il tema sarà discusso in Consiglio a fine luglio.
Il passaggio da gratuito a a pagamento
In realtà, non ci sono novità rispetto allo scorso anno, quando il servizio era divenuto a pagamento. Tuttavia, questa transizione è ufficialmente iniziata solo l’1 gennaio 2026. Le famiglie avevano quindi versato solo la metà dell’importo. Ora, con l’arrivo della richiesta per l’intero anno scolastico 2026-27, il costo è raddoppiato.
La tariffa per il primo figlio è fissata a 250 euro, mentre per ogni ulteriore fratello o sorella si richiedono 200 euro. Questa situazione ha sollevato polemiche già un anno fa, quando il gruppo misto in minoranza ha criticato l’introduzione di una tariffa senza un confronto con i genitori e senza considerare le diverse fasce economiche.
“Lo Scuolabus è una necessità”
I genitori delle frazioni sottolineano che per loro lo Scuolabus non è un lusso, ma una necessità quotidiana. Senza questo servizio, i ragazzi avrebbero difficoltà a raggiungere la scuola, costringendo le famiglie a ricorrere a passaggi privati o a complessi sistemi di car pooling.
Fino a due anni fa, il trasporto era completamente gratuito. Sebbene nessuno contesti il fatto di renderlo a pagamento, molti genitori chiedono un sistema di sconti basato sull’Isee, come avviene già per la mensa scolastica.
Una mamma ha dichiarato:
Non chiediamo di tornare alla gratuità ma almeno di introdurre un sistema di sconti basato sull’Isee, proprio come già avviene per la mensa scolastica. Perché per il trasporto no?
Apertura parziale dall’Amministrazione
L’Amministrazione ha mostrato una parziale apertura. Il sindaco Franco De Gregorio ha affermato che l’introduzione delle fasce Isee è un’ipotesi da considerare, ma non prima del 2027. Questo rinvio è dovuto al fatto che l’attuale appalto per il servizio di trasporto scade tra un anno, momento in cui si potrà rinegoziare il contratto e considerare eventuali modifiche alle tariffe.
Il sindaco ha anche chiarito che non è corretto parlare di raddoppio delle tariffe:
Lo scorso anno le famiglie hanno pagato la metà perché la tariffazione partiva dall’1 gennaio, mentre prima era gratuito. Con il prossimo anno scolastico, invece, occorrerà saldare l’intero periodo.
Altre problematiche segnalate
Le lamentele dei genitori non si limitano agli aspetti economici. Sono state sollevate anche criticità riguardo alla qualità del servizio. La tariffa attuale è la stessa per tutti gli ordini di scuola, dalle primarie alle secondarie di primo grado, comprese le scuole dell’infanzia. Tuttavia, i bambini della scuola dell’infanzia utilizzano il pullman per un periodo più lungo, con un maggiore impegno da parte del Comune, un’anomalia che i genitori ritengono meriti attenzione.
Inoltre, ci sono problemi organizzativi. Alcuni genitori segnalano che, se un autista si ammala, è costretto a coprire anche l’altra linea, causando ritardi per gli studenti. Anche i genitori che aspettano alla fermata possono subire disagi.
Se un autista si ammala capita che debba fare il giro anche dell’altra linea, con il risultato che qualcuno arriva in ritardo a scuola. E lo stesso vale per il genitore che rimane ad aspettare alla fermata.
In alcuni casi, il bus può passare prima dell’orario previsto. Se un genitore perde il messaggio nella chat di gruppo, si trova costretto ad accompagnare il figlio a scuola, vanificando il senso stesso del servizio.
In aggiunta, molte famiglie hanno richiesto la possibilità di rateizzare il pagamento, magari con versamenti mensili, per rendere la spesa più sostenibile. Tuttavia, per ora, questa soluzione non è stata presa in considerazione dall’Amministrazione.
Dibattito politico acceso
La questione ha sollevato un acceso dibattito politico. Il consigliere del gruppo misto Vincenzo Barretta aveva già sollevato il tema lo scorso anno, lamentando l’assenza degli scaglioni di reddito. Recentemente, ha presentato una nuova interpellanza per chiedere al sindaco e alla Giunta le motivazioni di una scelta che, a suo avviso, penalizza le famiglie meno abbienti. Barretta ha affermato:
Una tariffa uniforme può apparire uguale per tutti, ma nella realtà produce effetti profondamente diversi. Una famiglia con reddito medio e tre figli sostiene un peso proporzionalmente molto più elevato rispetto a una con reddito alto e un solo figlio. Così come una famiglia in difficoltà economica è chiamata a contribuire nella stessa misura di chi dispone di risorse ben maggiori. Non è questo il principio di equità che ci si aspetta da un servizio pubblico.